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Megalomania: Io, uno e trino!

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Stagno #2: Vento

Devo riprendere il precedente post “Stagno #1: Sasso” perché questa seconda creazione è la sua naturale continuazione, una sorta di seconda parte.
Anche in questa sequenza ho pensato all’evento che altera la quiete dello stagno, acqua morta e ferma per eccellenza.
A differenza del violento e irruento evento scatenato dal sasso, c’è un altro elemento che genera altrettante alterazioni più subdole e durature: il vento.
Il vento, genera prima increspature, e man mano rinforza, diventando vere e proprie onde, che nello stagno si propagano altrettanto velocemente quanto quelle generate dal sasso.
Eppure si tratta di eventi diversi, il vento si fa sentire, in un certo senso si preannuncia. 
L’insistente azione del vento renderà più difficile e in taluni casi impossibile il raggiungimento dello stato di quiete precedente. Le acque torbide dello stagno diverranno sempre più scure fino a diventare nere come il fango dello stige. Le increspature sicuramente, alla fine, si acquieteranno e tutto o al…

Stagno #1: Sasso

Riprendo il concetto della precedente post “Cerchi concentrici: il sasso nello stagno” perché penso che ci sia molto altro da approfondire.
In questa sequenza ho pensato all'evento che altera la quiete dello stagno, acqua morta e ferma per eccellenza. Il sasso scagliato nello stagno è il momento dello sconquasso, gradi schizzi d’acqua, che per un istante sembrano voler cambiare l’ordine naturale delle cose, onde che si propagano velocemente pronte a scuotere la superficie e il fondale oscuro. Ma si tratta di un evento improvviso, un fuoco di paglia, un attimo di pura violenza destinato a spegnersi altrettanto velocemente di come si è manifestato. Basta poco e le ultime increspature si acquieteranno e tutto ritornerà all'apparente quiete dell’acqua morta.
Il sasso è metafora dell’evento che scuote nel profondo, generando conseguenze drammatiche. Evento che per chi non lo vive (e quindi lo vede dall'alto) altro non è che un increspatura. Nei due dischi laterali (dx e sx) si ve…

Nulla cambia tutto si "replica"

Ogni cerchio contiene tre semisfere in rilievo, con un “taglio” abbozzato di forma geometrica (tondo, quadro e triangolare) nel centro rispetto all'osservatore che vi si pone frontalmente.
Ogni semisfera ne genera un’altra, tutte segnate dallo stesso “seme” destinato a ripetersi come nei frattali, aumentando e diventando sempre più grande. Nulla cambia: il “seme” quadrato genera solo e soltanto altri quadrati, come il tondo genera un altro tondo e il triangolo genera un altro triangolo e così via. O almeno, finché, la sequenza non venga interrotta. E se invece, l'incessante ripetizione abbia un senso che non sia possibile arrivare a comprendere? Dopotutto, un proverbio che sento dire, sin da quando ho memoria, recita: “chi nasce tondo non muore quadrato”. 
L'opera è stata realizzata in Gres ad alta temperatura, 1260°C, in fornace a legna; cristallina base cenere e colorazione in ossido di ferro puro; composta da: tre dischi diametro 15 cm, altezza 6cm.






Opera Disponibile









A casa di amici ...

... spazio dedicato

Cerchi concentrici: il sasso nello stagno

In questa serie – cerchi concentrici – graffiati sulla superficie.
Alcuni tratti anche se interrotti, parzialmente cancellati, hanno di per se un'identità così precisa, che ne basta un brevissimo tratto per intuire la direzione e la forma. 
Il cerchio, inteso come figura geometrica, ha questa caratteristica: anche se ne manca più di un quarto, o che non sia completamente chiuso, continua ad avere una sua identità di “cerchio” tanto da spingerci a chiuderlo con la nostra immaginazione. È una forma così ancestrale che secondo me ha la forza di attrarre sempre la nostra attenzione.
In particolare, ho proposto differenti tipi di tratto, dal verde sfumato con macchie scure, ai neri grossi in rilievo bruciati come lava fredda, ai sottili e calligrafici cerchi in marrone. Tutti presentano  vari gradi di interruzioni, che si originano sempre dal centro verso l’esterno.
L'opera è stata realizzata in Gres ad alta temperatura, 1260°C, in fornace a legna; cristallina base cenere e colorazione…

Ordine e caos interrotto

Si cambia registro, dai disegni a qualcosa di più impegnativo. Con questa serie inizio ad ampliare la paletta di colori basici partendo da ossidi puri, presenti in natura. In questa tris sperimento – macchie – di blue, marrone e nero, con ossidi in purezza per avere tutte le sfumature possibili combinazione con la mia cristallina. Si va dal colore in forma granulare “terrena”, al vetro fuso liscio “perfetto”. 

L’ordine è dato dalla disposizione del materiale sulle superfici, mentre, il caso è dettato dalla fusione. 

La forza del fuoco, spinto fin quando la luce emessa dalla fornace diventi accecante: il momento in cui bisogna fermare tutto, interrompere il “caldo” caos, affinché tutto prenda forma nel “freddo” ordine.
L'opera è stata realizzata in Gres ad alta temperatura, 1260°C, in fornace a legna; cristallina base cenere e colorazione in ossido di ferro puro; composta da: due dischi diametro 13 cm, altezza 2,5cm.





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