Passa ai contenuti principali

Post

Graffiti Calligrafici

Post recenti

Germinazione delle idee #2

La germinazione è sicuramente il concetto al quale sono più affezionato. Contiene in sé tutto il significato di idea, intesa come forza naturale che spinge verso la vita. Come il germe del seme che spinge verso l’alto, per uscire dalle tenebre della terra, verso la luce. Il germe spinge senza sapere se prima o poi vedrà la luce, forse inconsapevole dell’esistenza stessa della luce, eppure con una fede cieca si muove e si contorce per trovare la strada verso la vita, sfuggire alla tenebra. Penso sia questa la migliore metafora per descrivere le mie idee: si formano apparentemente dal nulla, sempre all'improvviso, poi germinano, si attorcigliano fintanto che non trovano un modo per manifestarsi e diventare realtà.  In origine l’intera sequenza avrebbe dovuto essere di nove dischi, ma poi per le varie vicissitudini e l’abbandono repentino del laboratorio, l’ho dovuta ripensare in due sequenze da tre dischi ognuna. Rispetto agli schizzi penso che sia venuto meglio così, mi piace di più

Pratica Disegno: Due veneri

Mi è sempre piaciuta la venere di Willendorf, ha qualcosa di veramente ancestrale, un alone di mistero. Un'idealizzazione, un vero esercizio di astrazione della figura della donna, sicuramente un’opera d’arte, che indica la capacità dell'umanità di andare oltre la forma, oltre a quello che l’occhio vede. Qualcuno ha cristallizzato la realtà che viveva migliaia di anni fa, facendo della scultura un messaggio, perché l’essere umano ha la necessità di comunicare, di raccontare. Avevo disegnato questi schizzi qualche tempo fa e ora li ripropongo su qualche disco che era rimasto vuoto in una scatola. Non amo particolarmente buttare cose su cui ho lavorato tanto. Ho fatto questi graffiti partendo dalla figura di abbondanza della venere di Willendorf. L'opera è stata realizzata in Gres ad alta temperatura, 1260°C, in fornace a legna; cristallina base cenere e colorazione in ossido di ferro puro; composta da: Due dischi diametro 15 cm, altezza 3cm. Opera Disponibile

Sequenza 3 di 3 - Cerchi del purgatorio: Vedo e non Dispero - Rassegnazione

Con quest’ultima sequenza concludo questo excursus nella metamorfosi del “peccato” verso l’accettazione e la consapevolezza della depravazione del mondo. Come nel purgatorio dantesco si sconta e si spera che la luce eterna cancelli ogni traccia di quello che abbiamo visto e fatto. I visi hanno gli occhi spalancati, le orbite vuote e profonde, svuotate da ogni lacrima. Non urlano più la loro disperazione, ma hanno le labbra serrate in una rigida smorfia di rassegnazione.  Ho passato la vita a guardare negli occhi della gente, è l'unico luogo del corpo dove forse esiste ancora un'anima. José Saramago, Cecità. L'opera è stata realizzata in gres ad alta temperatura, 1260°C, in fornace a legna; cristallina base cenere e colorazione in ossido di ferro puro; composta da: tre dischi diametro 13 cm, altezza 3cm. Opera disponibile!

Happy New Year

   Buon 2021

Sequenza 2 di 3 - Cerchi del purgatorio: Non vedo e dispero - Negazione

Questa particolare sequenza di tre cerchi è leggermente più grande delle altre due, per dare maggiore enfasi. Rappresenta la fase in cui avviene la metamorfosi della disperazione che non abbandona più nessuno dopo aver visto il “peccato”. Infatti, neanche lo sforzo di chiudere gli occhi, sino a sembrare di non averli più, può cancellare la visione del “peccato”. I buoni e i cattivi risultati delle nostre parole e delle nostre azioni si vanno distribuendo, presumibilmente in modo alquanto uniforme ed equilibrato, in tutti i giorni del futuro, compresi quelli, infiniti, in cui non saremo più qui per poterlo confermare, per congratularci o chiedere perdono. José Saramago, libro Cecità L'opera è stata realizzata in gres ad alta temperatura, 1260°C, in fornace a legna; cristallina base cenere e colorazione in ossido di ferro puro; composta da: tre dischi diametro 13 cm, altezza 3cm.  Opera disponibile
In un giorno come tanti, ti arriva una foto del genere, che mi fa stare bene. Una composizione che parla da sola: la beagle che fa «yoga» letteralmente attorniata dalle mie creazioni. Grazie Giuseppe e Valeria e naturalmente a Maya per la posa!