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Visualizzazione dei post da 2020

Pratica disegno #8: Dis-graziato oriente, due enso

Inutile riprende la polemica del precedente post, peraltro sterile in quanto fatta solo per il mio esclusivo diletto. In questa composizione ho disegnato due enso speculari, come a guardarsi: due vite, due percorsi, che hanno avuto spinte in diverse direzioni pur tornado irrimediabilmente verso il centro, verso se stessi. Il disegno è più graffiato, presenta parti in rilievo unite a parti molto ruvide e spesse al tatto. Penso sia un bel tratto molto pieno che in foto non rende molto bene. È un simbolo della calligrafia orientale che mi ha sempre affascinato: Il tratto del pennello intinto una sola volta, schiacciato sul foglio e trascinato in una rotazione vitale finché non ci sia più inchiostro per chiudere il cerchio. Una splendida metafora. Qualunque sia la quantità di inchiostro (tempo) a nostra disposizione ci trasciniamo finché c’è vita, ognuno nel suo verso, ma tutti seguendo il cerchio che ci spinge a ricongiungerci con noi stessi e forse anche con l’universo.
É un simbolo pote…

Pratica disegno #7 :Dis-graziato oriente, due Unalome

L’Unalome è un simbolo che come tutti gli altri del mondo buddista e orientale è stato adottato dalla mentalità schematica e didascalica occidentale. Ho visto questo simbolo violentato in mille modi come del resto anche quello del post successivo, l’Enso. La simbologia dell’oriente è vittima della superficialità consumistica e capitalistica che né vuole sfruttare il fascino per globalizzare il senso estetico ed avere simboli riconoscibili in tutto il mondo. Infatti questi simboli sono ormai ovunque, in tutti i continenti, è sono diventati “fighi” (termine orribile) riconosciuti e assimilati dalla massa che è ben contenta di acquistare merci o servizi che ne rechino vaghi rimandi mistici orientaleggianti.
Questa non è una lezione ma un’opinione, ho ritratto il simbolo originale molto ossidato e invecchiato, quasi “muschiato” (inizio ad usare l’ossido di rame in aggiunta a quello di ferro), a voler rimandare al vero significato dell’Unalome: la dualità, uomo donna, maschio femmina, negat…

Pratica disegno #6: Dis-graziato oriente, tre daruma

Anche di questi ne vorrei fare delle piccole sculture, per il momento ho preferito comunque disegnarle in modo definitivo. Anche perché con questa tecnica il disegno sarà intatto almeno per i prossimi diecimila anni, loro non invecchieranno di sicuro! Un ottimismo infuso dallo stesso soggetto, il daruma, la bambola dharma: ispirate al primo monaco buddista, Bodhidharma, che fondò il buddismo zen in Giappone. A parte la filosofia, le credenze e le leggende attorno ai daruma, quello che più mi interessa è la tematica anche questa volta della stilizzazione della forma e la metafora dietro a questa maschera. La parte più interessante è che tutte queste bambole in origine sono orbe cioè hanno gli occhi bianchi senza pupilla, infatti si disegna una pupilla esprimendo un desiderio e si disegna la seconda solo quando questo si sarà avverato.
Ma i daruma, quelli veri, quelli significanti, sono fatti in legno e vengono bruciati nei templi a fine anno, i miei non possono essere bruciati, sono dra…

Pratica disegno #5: La danza degli astri

Ho pensato di raffigurare un’eclissi stilizzata facendo lo stesso ragionamento dell’opera precedente “la danza delle gru”:  quello che vediamo manifestarsi davanti ai nostri occhi talvolta ha più significato sul piano metaforico, che su quello puramente fisico. L’eclissi porta con se il turbamento della coscienza, perché avviene quello che normalmente non ci si aspetta. Non accade per magia, ci sono sempre indizi, o movimenti nel caso degli astri. È affascinate la perpetua ripetizione dei corpi celesti, che pur restando nelle loro orbite, si “congiungono” e si “oppongono” continuamente tra loro. Penso che comunque vadano le cose, tra un alba e un tramonto, ci sarà il giorno in cui ci sarà un’eclissi totale: ombra in attesa di coglierci. Ultima sequenza, per il momento, che riprende il concetto della precedente opera “Maledetta Magna Grecia!”.
L'opera è stata realizzata in gres ad alta temperatura, 1260°C, in fornace a legna; cristallina base cenere e colorazione in ossido di ferro …

Pratica disegno #4: Polluce e le “mie” maschere

Ho scelto tre maschere della tragedia greca dal catalogo di Polluce, che trovo proprio attuali. Visi nascosti da maschere nate per amplificare uno stato d’animo, oggi sono sfuggite dai teatri e dalla storia. Una società che amplifica solo indifferenza, disperazione e apparenza. Ecco le maschere che propongo, volutamente in questo preciso ordine partendo da sinistra:Nella prima ho tratto ispirazione dalla maschera Mesokouros prosphatos. Una giovane donna coi capelli non acconciati di media altezza tagliati da poco tempo, la sua espressione indifferente contemporaneamente distesa, dura, quasi violenta.Nella seconda ho rivisto i tratti della Mesokouros ochrá. Una donna di bel aspetto, con capelli ben acconciati e morbidi boccoli che contrastano fortemente con l’espressione contratta e accigliata. La sua bocca aperta, interrotta tra l’urlo e lo sconcerto.Infine per la terza ho cercato la maschera Mélas anér. Un uomo maturo, ancora relativamente giovane, nella pienezza delle sue forze. Ba…

Pratica disegno #3: La danza delle gru

Un lavoro con linee più sottili e dettagliate, non è “piatto” come può sembrare dalla foto: le parti più scure in realtà sono opache e bruciate, molto simili allo sgraffio non ricoperto. Questa tecnica è veramente ancora tutta da scoprire, spero di riuscire ad avere i mezzi nei prossimi mesi per continuare a sperimentare.
La danza delle gru è enigmatica, penso che sia la metafora per eccellenza della vita: ritornare sui propri passi, legarsi indissolubilmente, migrare e tornare. In realtà l’esecuzione delle figure distrae dal vero significato della danza. Infatti, per Teseo danzare diventa una necessità per uscire dal labirinto di Minosse, e quindi sfuggire alla morte. La sequenza che ho riprodotto riprende il concetto della precedente opera “Maledetta Magna Grecia!”. In sostanza una bella maschera secondo i criteri estetici della massa, unita alla rigida formalità della “società impersonale”* garantiscono,sicuramente per gli “automi” che la vivono, il successo materiale nella vita. Un…

Pratica disegno #2: Auto-ri(cordo)tratto

Continuo con questa tecnica che sembra esercitare su di me una particolare attrazione. Sto cercando di lavorare per avere dettagli più definiti e sfumature con più gradienti. Si tratta di due ritratti uno frontale e l’altro di profilo in stile volutamente didattico. 
Non è propriamente un autoritratto, si tratta di un ricordo in sintesi del mio viso all’età di tre o forse quattro anni. Rivendendomi in un quella vecchia foto, ho avuto oggi la sensazione che con ogni probabilità in quel momento ero vivo, caldo e rosso in viso come i pomi che raccoglievo in quel campo assolato.
La ricchezza della vita è fatta di ricordi, dimenticati. - Cesare Pavese, Il mestiere di vivere. Diario 1935-1950, 13 febbraio 1944.
L'opera è stata realizzata in Gres ad alta temperatura, 1260°C, in fornace a legna; cristallina base cenere e colorazione in ossido di ferro puro; composta da: due dischi diametro 13 cm, altezza 3cm.




Opera Disponibile 

Pratica disegno #1: Astri speculari

Dopo aver studiato e sperimentato questa tecnica del disegno con l’ossido di ferro sotto-cristallina, ho iniziato ad apprezzarne le particolari tinte e sfumature dal nero, al seppia. Ho deciso di lavorarci su utilizzando dei dischi, inutilizzati al momento, che avevo messo da parte lo scorso anno per farne bassorilievi (dopo aver deciso – in tempi brevi: meno di un anno - di farli su un supporto di forma diversa!).“Astri speculari” altro non sono che linee: pieni e vuoti, luci e ombre. Complementari solo se stanno l’uno accanto all’altro. Inutili e senza significato, qualora si separassero.La luna non è che il complemento della terra, il suo rovescio speculare, il luogo dove s’aduna tutto ciò che sulla terra si perde. - Ludovico Ariosto nell’Orlando furioso.L’opera è stata realizzata in gres ad alta temperatura, 1260°C, in fornace a legna; cristallina base cenere e colorazione in ossido di ferro puro; composta da: due dischi diametro 13 cm, altezza 3cm.






Opera Disponibile

Maledetta Magna Grecia!

Maschere e soltanto maschere sembrano affascinare i miei conterranei più di qualsiasi altra cosa. Realizzai le mie prime reinterpretazioni di maschere apotropaiche tanti anni fa, spinto da un semplice desiderio di trovare l’autenticità del mio lavoro. Oggi penso che siano loro stesse a ritornare nei miei lavori, di tanto in tanto, si manifestano improvvisamente! Io penso che queste maschere apotropaiche siano veramente il simbolo più forte dello stereotipo di questa terra. Allora essere ossessionato dal plasmarle mi rende un auto-stereotipo di “calabresità”? Definizione abusata e pericolosa che media e intellettuali utilizzano ad-hoc per distinguerci ancora una volta nel nuovo millennio. Quasi tutto quello che si legge qui della Calabria, a parte la letteratura dialettale, è rivolto in genere a magnificare una Calabria che non esiste più, e cioè le colonie greche, e Sibari, e Locri. La tendenza è al classico. Il povero bracciante fugge nell’emigrazione, e l’intellettuale fugge nel pa…

Vince il Primo Premio il Giano Ceramico

Concorso nazionale "Ritratto di un'economia d'autore"
Vincere un importante premio a carattere nazionale, e nella propria città non ha prezzo! Io non ho amici e giornalisti che mi scrivono e mi imbrodano sulle tv locali e sui social, io scrivo la notizia cinque mesi dopo! E non  mi importa, perché non devo dimostrare nulla, ma soltanto cercare di continuare a fare scultura in un posto bello, ma allucinante e crudele, come Cosenza. La scultura resterà esposta per qualche mese ancora presso l’ingresso principale della Camera di Commercio di Cosenza,per poi essere esposta, durante un evento, nella galleria della Corte dei Conti di Roma.
Ringrazio infinitamente, la Camera di Commercio per l’ospitalità e il premio.