Passa ai contenuti principali

Stagno #1: Sasso

Riprendo il concetto della precedente post “Cerchi concentrici: il sasso nello stagno” perché penso che ci sia molto altro da approfondire.

In questa sequenza ho pensato all'evento che altera la quiete dello stagno, acqua morta e ferma per eccellenza. Il sasso scagliato nello stagno è il momento dello sconquasso, gradi schizzi d’acqua, che per un istante sembrano voler cambiare l’ordine naturale delle cose, onde che si propagano velocemente pronte a scuotere la superficie e il fondale oscuro. Ma si tratta di un evento improvviso, un fuoco di paglia, un attimo di pura violenza destinato a spegnersi altrettanto velocemente di come si è manifestato. Basta poco e le ultime increspature si acquieteranno e tutto ritornerà all'apparente quiete dell’acqua morta.

Il sasso è metafora dell’evento che scuote nel profondo, generando conseguenze drammatiche. Evento che per chi non lo vive (e quindi lo vede dall'alto) altro non è che un increspatura. Nei due dischi laterali (dx e sx) si vedono stilizzate per ognuna quattro onde naturali, libere e caotiche. Nel centro, invece, ci sono cinque onde tutte della stessa altezza perché a volte bisogna controllare e arginare il dramma.

L'opera è stata realizzata in Gres ad alta temperatura, 1260°C, in fornace a legna; cristallina base cenere e colorazione in ossido di ferro puro; composta da: tre dischi diametro 15 cm, altezza 7cm.









Opera disponibile 

Commenti

Post popolari in questo blog

Pietra di luna, mezzaluna, luna crescente, roccia per bonsai... fate voi!

Ho impiegato quattro ore in una calda mattina di luglio per attaccare le scaglie una ad una, sotto l'ombra di un castagno.





Vaso per bonsai in semi cascata, levigato verticalmente.

Vaso per bonsai in semi cascata (Han Kengai) misura circa 18,5cm x 18,5cm x 20cm di altezza. La particolarità di questo vaso sta nel fatto che è stato levigato con un sasso in senso verticale, questo procude una texture molto particolare che rende le parti trattate quasi lucide, creando un gioco di luce molto bello sulla superfice sopratutto se bagnato. E' una tecnica primitica che in antichità si usava per cercare di rendere i vasi il più possibile impermeabili ai liquidi che contenevano, solitamente questa tecnica non è usata con l'alta temperatura in quanto bisogna essere molto delicati per evitare crepe durante la cottura, ma in questo caso l'esperimento è riuscito bene, perciò ci riproverò sicuramente.




Una degna location per la mia creazione luminosa