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Pratica disegno #8: Dis-graziato oriente, due enso

Inutile riprende la polemica del precedente post, peraltro sterile in quanto fatta solo per il mio esclusivo diletto. In questa composizione ho disegnato due enso speculari, come a guardarsi: due vite, due percorsi, che hanno avuto spinte in diverse direzioni pur tornado irrimediabilmente verso il proprio centro, verso loro stessi. 

Il disegno è più graffiato, presenta parti in rilievo unite a parti molto ruvide e spesse al tatto. Penso sia un bel tratto molto pieno che in foto non rende molto bene. 

È un simbolo della calligrafia orientale che mi ha sempre affascinato: Il tratto del pennello intinto una sola volta, schiacciato sul foglio e trascinato in una rotazione vitale finché non ci sia più inchiostro per chiudere il cerchio. Una splendida metafora. Qualunque sia la quantità di inchiostro (tempo) a nostra disposizione ci trasciniamo finché c’è vita, ognuno nel suo verso, ma tutti seguendo il cerchio che ci spinge a ricongiungerci con noi stessi e forse anche con l’universo.

É un simbolo potente, abusato come pochi, addirittura per reclamizzare l’acqua minerale! Eppure io penso alla violenza della natura, la macchia iniziale, un parto cosmico che ci rende la vita, per poi trascinarci su per le scale del condominio con una cassa d’acqua per mano.

L'opera è stata realizzata in Gres ad alta temperatura, 1260°C, in fornace a legna; cristallina base cenere e colorazione in ossido di ferro puro; composta da: due dischi diametro 13 cm, altezza 2,5cm. 




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